Scheda Libano

Il Libano è un paese del Vicino Oriente che si affaccia sul Mare Mediterraneo. Si trova in un’area caratterizzata da continue frizioni politiche confinando con lo Stato di Israele a sud e con la Siria a Nord e ad Est. Si tratta di un paese molto piccolo: appena 10.452 km2, per intenderci poco più piccolo dell’Abruzzo. La sua capitale è Beirut, situata sulla costa, su un promontorio. In automobile occorre un’ora e mezza circa (senza traffico) per arrivare alle estremità nord e sud del paese. In circa due ore e mezzo l’autostrada collega Beirut a Damasco, la capitale della Siria. Dal punto di vista geografico il Libano è un paese ricco e vario: una lunga costa mediterranea ad ovest, una catena montuosa che, come una spina dorsale segna il paese da nord a sud dividendo la piana della Bekaa, il granaio del Libano, dalla fascia costiera. Alcuni rilievi superano i 3000 metri e presentano impianti sciistici funzionanti.

 

LA VITA

Il Libano è un paese in cui convivono 18 diverse comunità. Tali comunità godono di ampia autonomia e rappresentano l’ossatura del paese a livello politico, sociale, economico e religioso. Nel corso degli anni le vicende politiche interne e le spinte regionali hanno avuto un forte impatto sugli indirizzi di politica economica. Il paese si caratterizza, infatti, per un’apertura al laissez-faire e al libero mercato che ha penalizzato negli anni i settori industriale e agricolo conducendo ad una finanziarizzazione e bancarizzazione estreme. La neoliberalizzazione dell’economia ha avuto, tra le sue conseguenze, l’aumento del divario tra ricchi e poveri. Oggi il Libano appare come un paese a due velocità: una élite imprenditoriale e finanziaria (raggruppata in poche grandi famiglie) che detiene, da sola, più del 50% delle attività produttive del paese; una classe media sempre più impoverita, e una base che vive sulla soglia della povertà. Tale panorama è completato dalla presenza nel paese di numerosi rifugiati: oltre alla storica presenza palestinese, organizzata in campi specifici, nel corso degli anni, a causa delle crisi regionali, si sono aggiunti profughi iracheni e, più recentemente, siriani. Ampio è anche il divario tra centri urbani e zone rurali e, in generale, tra la capitale, Beirut, e il resto del paese.

 

comunita’ e RELIGIONi

Diciotto comunità sono riconosciute dalla legge in Libano. Tali comunità sono la base del sistema politico, sociale e religioso. Dal punto di vista politico, infatti, le più alte cariche dello stato sono ripartite secondo un criterio proporzionale che tiene conto del peso (politico e demografico) di ciascuna comunità. La presidenza della Repubblica va di diritto a un cristiano-maronita, quella del Consiglio a un musulmano sunnita e quella del Parlamento a un musulmano sciita. Tale organizzazione si ripete negli impieghi pubblici e nella magistratura. A livello religioso, ciascuna comunità (o a gruppi di comunità affini) ha proprie regole e propri tribunali religiosi che regolano questioni relative allo statuto personale come il matrimonio, il divorzio, l’eredità, ecc. non esistendo in Libano un codice civile unificato. A livello sociale, infine, le comunità sono organizzate attraverso un sistema di grandi famiglie che fanno capo a un leader comunitario che dirime le controversie e che è un mediatore tra le famiglie, le comunità e lo Stato

L'EMIGRAZIONE

A causa della guerra civile che ha insanguinato il paese per quindici anni (1975-1989), le ondate migratorie sono sono state cospicue. Quella libanese è una emigrazione qualificata. Emigrano i libanesi più abbienti, specialmente appartenenti alla comunità cristiano-maronita e a quella musulmano-sunnita. Secondo le stime i libanesi della diaspora sono tra gli 8 i 14 milioni, tra il doppio e il triplo di quelli residenti in Libano (più di 4 milioni ma non ci sono stime ufficiali in quanto l’ultimo censimento valido risale al 1932).

LA VITA politica

 La vita politica libanese è dominata dalla presenza delle comunità che sono presenti anche attraverso diverse formazioni partitiche. Il paese è stato a lungo tormentato da una brutale guerra civile che ha portato distruzione materiale e immateriale. Le forze politiche nel dopo guerra (raggruppate dal 2005 nelle coalizioni dell’8 marzo e del 14 marzo) si sono dovute confrontare con vari ostacoli: il processo di ricostruzione, una economia da ristrutturare ma, soprattutto, la presenza sul proprio territorio di due forze di occupazione: Israele nel sud del paese e la Siria. Quest’ultima, in particolare, ha esercitato nel dopo guerra una profonda influenza sul Libano a livello politico ma non solo. Anche dopo il suo ritiro nel maggio del 2005 in seguito all’ondata di proteste che sono seguite all’assassinio dell’ex Primo Ministro Rafiq Hariri, la Siria ha continuato a mantenere il suo controllo indiretto sul paese dei Cedri anche attraverso un suo strategico alleato, il partito Hezbollah. Israele, invece, dopo il suo ritiro dal Libano nel 2000, ha invaso nuovamente il paese nel 2006, durante la cosiddetta guerra dei 33 giorni. 

il contesto regionale

 

Il Libano occupa una posizione strategica a livello regionale ma al tempo stesso “scomoda”. La sua vicinanza con Israele e con la Siria ha provocato nel corso degli anni molti problemi al paese dei Cedri. Inoltre la presenza di Hezbollah, Il “Partito di Dio”, stretto alleato dell’Iran e della Siria, ha portato il Libano al centro di prove di forza regionali che non giocano a favore della sua stabilità interna. Infine, l’enorme afflusso di rifugiati siriani dopo lo scoppio della guerra nel paese nel 2011, ha avuto come conseguenze un peggioramento complessivo della situazione economica, ambientale, sociale e politica.